mar 17 nov | "Guerriglia" legale

"Guerriglia" legale

Il 17 novembre 2020, tutti i Prefetti, i Comandi delle Forze dell’Ordine e i Sindaci degli oltre 8mila Comuni d’Italia hanno trovato nella loro casella di posta elettronica la richiesta formale ed urgente di disapplicazione dei DPCM emanati dal Presidente Conte da febbraio a novembre 2020.
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"Guerriglia" legale

Ora e luogo

17 nov 2020, 00:00 – 0:05
"Guerriglia" legale

Maggiori informazioni

Il 17 novembre 2020, tutti i Prefetti, i Comandi delle  Forze dell’Ordine e i Sindaci degli oltre 8mila Comuni d’Italia hanno  trovato nella loro casella di posta elettronica la richiesta formale ed  urgente di disapplicazione dei DPCM emanati dal Presidente Conte da  febbraio a novembre 2020. L’iniziativa è promossa dall’ACU, l’Associazione Nazionale Consumatori Utenti ed è sostenuta dalla Marcia della Liberazione  e mira a chiedere la NON ESECUZIONE immediata, in autotutela, in base  agli art. 27 e 28 della Costituzione, dei PROVVEDIMENTI che impongono  MISURE LESIVE DELLA LIBERTA’ PERSONALE quali: – La detenzione domiciliare (Cd. Lockdown); – La chiusura o la limitazione dell’orario di apertura e  di erogazione del servizio al pubblico delle attività commerciali e  professionali e delle scuole; – La chiusura della circolazione o l’imposizione delle mascherine. Nel documento inviato si precisa, inoltre, che in caso  di mancata accoglienza della richiesta si procederà a segnalare alla  competente Autorità Giudiziaria l’illegalità e illegittimità degli  illeciti poiché l’Acu e la Marcia della Liberazione sono intenzionati ad  andare avanti fino a quando non verrà rispettata la Costituzione che  prevede la possibilità di conferire poteri speciali al Governo solo nel  caso in cui sia stato dichiarato lo stato di guerra (ex art. 78 Cost.).   Comunicato Stampa 17 novembre E’ PARTITA LA “GUERRIGLIA” LEGALE PER LA DISATTIVAZIONE DEI DPCM

Vi informiamo che questa mattina l’ACU unitamente alla Marcia della Liberazione, ha inviato a tutti i Prefetti, Sindaci, Questori e Comandanti delle Forze dell’Ordine la richiesta di disapplicazione dei dpcm

“Richiesta urgente di disapplicazione in autotutela  delle misure contenute negli atti amministrativi emanati dal Presidente  del Consiglio dei Ministri e dai ministri a far data dal febbraio 2020  ad oggi in argomento CoVid 19.

Compito delle Istituzioni non è la cieca esecuzione di  quanto possa disporre un Governo in carica, ma è quello, ben più ampio  ed importante, di essere fedeli alla Repubblica italiana osservandone la  Costituzione e le leggi (ex art. 54 Cost.).

Il nostro ordinamento costituzionale non prevede la  possibilità di conferire poteri speciali al Governo al di fuori del caso  in cui sia dichiarato lo stato di guerra (ex art. 78 Cost.)

Parimenti esistono diritti, come la libertà personale di  cui all’art. 13 Cost. che risultano essere inviolabili. Specificamente  non è ammessa alcuna forma di detenzione, né qualsiasi altra restrizione  della libertà se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e  comunque nei soli casi e modi previsti dalla legge.

Alla libertà personale si aggiunge quella di circolazione tutelata dall’art. 16 Cost.

Si aggiunga la riserva di legge assoluta rafforzata (ex  art. 32 Cost.) che impedisce l’effettuazione di trattamenti sanitari  senza il consenso dell’interessato, normata ex art. 33 L. 833/78. Parimenti, la scuola è aperta a tutti (ex art. 34 Cost.).

Inoltre, la Repubblica ha il compito (ex art. 3 Cost.),  espletato in particolare mediante la scuola, di formare cittadini  responsabili e consapevoli, di fornire a tutti gli strumenti culturali e  la capacità di utilizzarli come chiavi di lettura della realtà,  rimuovendo gli ostacoli con cui ciascuno si misura e che impediscono  alla persona il pieno sviluppo e l’effettiva partecipazione alla vita  sociale, politica economica e culturale del Paese.

Infine, l’iniziativa economica privata è libera (ex art. 41 Cost.)

Richiesta

Per quanto sopra, siamo formalmente a richiedervi di non  dare esecuzione (cfr. artt. 27 e 28 Cost.), in autotutela, a  provvedimenti che impongano misure lesive della libertà personale, quali

– la detenzione domiciliare (cd. lockdown),

– la chiusura o la limitazione dell’orario di apertura e  di erogazione del servizio al pubblico delle attività commerciali e  professionali e delle scuole,

– la chiusura della circolazione o l’imposizione delle  mascherine, preavvertendo che, in difetto, ci vedremo costretti, nostro  malgrado, a segnalare alla competente Autorità Giudiziaria, l’eventuale  contesto operativo che, sin d’ora, si prospetta come illegittimo e/o  illegale in quanto destinato a vulnerare le libertà costituzionali  menzionate, affinché venga valutata l’eventuale sussistenza di illeciti e  la natura degli stessi.”

Questa è sostanzialmente la richiesta, a cui abbiamo  allegato una corposa raccolta di norme e leggi a conferma  dell’illegittimità dei provvedimenti adottati nella illusoria  possibilità di arginare un virus che naturalmente può risiedere in  ognuno di noi senza provocare i disastri che proprio le scellerate norme  e azioni provocheranno e in modo irreparabile.

Suicidi, mortalità per altre patologie gravi  colposamente messe in secondo piano, senza parlare dell’esercito di  disoccupati che si creeranno a breve per la chiusura di piccole e medie  imprese in ogni settore commerciale e produttivo, la impossibilità di  dare una buona e qualitativamente adeguata formazione scolastica, ai  nostri figli, per l’impossibilità di poter avere un rapporto didattico  stretto con i maestri e professori.

In poche parole un disastro immane, non dovuto al virus,  ma alle azioni intraprese per combatterlo, qui vale il famoso detto:  “operazione riuscita, paziente morto”…..

Qui il documento completo della richiesta di disapplicazione dei dpcm e legislazione emergenziale

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