Manifesto

Governi e classi dirigenti ci avevano assicurato che lasciando fare i mercati avremmo avuto un Paese più giusto e democratico in un’Europa unita e solidale. Il risultato, a distanza di 30 anni, è sotto gli occhi di tutti: l’Unione europea sta andando in pezzi e l’Italia è sull’orlo del baratro.


Al disastro economico portato dalla pandemia del Covid-19 le risposte del governo e dell’Unione Europea sono state deboli e incapaci di affrontare il dramma sociale ed economico che stiamo tutti attraversando.

Ma non è il virus che sta spazzando via interi comparti economici, che sta mandando in fallimento le aziende, che sta togliendo lavoro e portando nella povertà milioni di italiani. Il disastro è il risultato delle deficienze croniche dell’economia neoliberista e delle misure sproporzionate e sbagliate, messe in atto dal governo per contrastare il Covid, che oltre a sospendere la democrazia, hanno paralizzato il Paese lasciandolo allo sbaraglio e senza risorse, condannandolo alla deriva economica.
 

L’Italia è posta davanti al bivio: perire o risorgere imboccando la via della libertà e della rinascita ! Il popolo italiano vuole risorgere e non procederà al buio perché la stella polare è la Costituzione del 1948.


Chiediamo, quindi, una netta inversione di rotta con un governo che sia all’altezza delle enormi sfide che abbiamo di fronte. Un governo capace di portare il Paese non soltanto fuori dalla gabbia di questa Unione Europea che continua a propinare le medesime ricette fallimentari (Mes, Sure, Recovery Fund), ma che ritorni a porre lo Stato, e non i mercati o le grandi multinazionali, al centro delle scelte politiche, economiche, sociali e culturali dell'Italia.


Uno Stato che segua il cammino della sovranità monetaria, politica, energetica, alimentare e che sia capace di immaginare e costruire una nuova società.


Abbiamo un compito grande, cambiare direzione per una Nuova Umanità ed è il momento storico per fare questo salto, per essere ambiziosi e costruire modelli economici basati non più sul mero profitto per pochi ma sull’essere umano, sulla salvaguardia dell’ecosistema e sulla rilocalizzazione dell’economia ripartendo dalle comunità territoriali, di cui l’Italia è ricca.


Possiamo e dobbiamo affrontare questa sfida che abbiamo davanti ma lo potremo fare soltanto se saremo uniti, è questa la nostra unica strada. 


Non è più tempo per i tentennamenti e le ambiguità.


Ogni singola organizzazione, associazione o persona ha un compito storico importante: risvegliare gli italiani sopiti, impauriti e senza speranze per liberarli dalla prigione interiore dell’impossibilità che non ci siano alternative al modello economico neoliberista e a questa Unione Europea.


Il 10 ottobre 2020 la Marcia della Liberazione ha iniziato il suo cammino da Piazza San Giovanni con oltre 15mila italiani e non ci fermeremo fino a quando non torneremo liberi in un’Italia che sarà di nuovo grande!


Ci aspetta una dura battaglia ma è questo il tempo di rinascere. 


E insieme, ce la faremo!

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