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LA DITTATURA SANITARIA COME SISTEMA DI GOVERNO



E così ci risiamo, non pago dell’esercizio di un potere paternalista ed assoluto che si protrae ormai da sei mesi, il premier Conte, che come un monarca non è stato eletto da nessuno ma ha ricevuto la propria investitura direttamente dall’Altissimo, annunzia al popolo l’intenzione di prorogare per altri sei mesi lo stato d’emergenza.

Poco importa che i malati ricoverati nei nostri ospedali siano all’incirca lo 0,0001% della popolazione, che i morti CON Covid (non PER Covid) siano ormai circa soltanto l’1% dei morti giornalieri totali, che siano ormai stati affinati i protocolli medici di cura più efficaci per guarire dalla malattia, nulla da fare: l’emergenza, così ci imboniscono all’unisono i mass-media ormai assunti al ruolo di voce del padrone, durerà sino a quando ci sarà un solo caso di contagio…

E a nulla vale ricordare che nel nostro corpo albergano sin dalla notte dei tempi miliardi di batteri, che oggi la nostra vera emergenza sanitaria sono le migliaia di persone già morte e che rischiano di morire nel futuro perchè le strutture sanitarie hanno drasticamente ridotto la loro attività di cura per le altre patologie e ciò ha determinato un incremento statisticamente rilevante dei morti per infarto, tumore, ecc.ra.

Cercare di affrontare con lucidità ed equilibrio i problemi è diventato ormai una forma di “complottismo”, ciò che impera e deve imperare è il terrore permanente del contagio che ancora oggi spinge milioni di persone ad avvelenarsi quotidianamente girando per le strade assolate con la mascherina d’ordinanza.

E’ in questo clima, alimentato dalle terribili previsioni del nuovo clero sacerdotale, il “Comitato tecnico-scientifico”, selezionato fra gli elementi organicamente asserviti a Big Pharma, previsioni peraltro sistematicamente smentite dai fatti (i potenziali 151.000 morti di giugno? L’impennarsi dei contagi in conseguenza delle varie movide o dei festeggiamenti calcistici?), che ancora una volta si vuole reiterare una legislazione d’emergenza in assenza assoluta di una emergenza.

Questa volta la proposta del nuovo monarca ha incontrato una certa insofferenza di varie forze politiche anche di governo che, anche per una questione di visibilità, hanno rivendicato la collegialità delle decisioni.

Ma il punto cruciale della questione non può essere ridotto alle modalità di formazione della decisione, se cioè le norme emergenziali debbano essere stabilite in Parlamento o nel Consiglio dei Ministri, oppure siano pressochè interamente delegate al leader maximo.

La centralità del Parlamento non costituisce rivendicazione meramente procedurale bensì deve necessariamente essere messa in relazione alla tutela dei diritti di tutti i cittadini. In altre parole la vera posta in gioco non risiede tanto nell’individuazione del soggetto abilitato a gestire lo stato emergenziale, questione che coinvolge essenzialmente le dinamiche dei rapporti fra le varie forze politiche di maggioranza e di opposizione, ma riguarda fondamentalmente la illegittima ed arbitraria compressione di diritti costituzionalmente garantiti a tutti i cittadini, (la libertà di movimento, di autodeterminazione, di manifestazione del pensiero e di associazione, il diritto al lavoro…) in nome di una falsa emergenza sanitaria tutta fondata sulla reiterata previsione di una “seconda ondata” data per certa ed in nome della quale dovremmo vivere permanentemente secondo le violente prescrizioni dello “stato sanitario”..

Se risulta in qualche modo comprensibile, stante l’enorme bombardamento mediatico che ha sparso il terrore nella popolazione, che nell’immediatezza dei fatti vi sia stata una debolissima e quasi nulla risposta alla illegittima compressione dei diritti costituzionali, oggi questo non può essere più tollerabile.

Tutte le forze democratiche del nostro paese devono insorgere e scendere in campo con determinazione non limitandosi a rivendicare la indiscutibile centralità del Parlamento, in quanto unica sede idonea a valutare con un pubblico dibattito la fondatezza delle proposte governative, ma affermando altresì con forza e coerenza il principio della sovranità democratica popolare di cui la sovranità individuale, cioè il potere di autodeterminazione riconosciuto ad ogni persona anche in campo sanitario, costituisce elemento imprescindibile.

Utilizziamo questi giorni per fare sentire la nostra voce in tutti i modi e le forme possibili, la democrazia nel nostro paese non può essere sospesa da un potere che mostra di avere sempre più paura della legittima indignazione popolare.

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